Berenice si taglia i capelli alla maschietta

berenice  Ci ho pensato tanto. Quanto tempo ho trascorso davanti allo specchio piena di dubbi ed incertezze, quante prove per giungere ad un nulla di fatto: no, alla fine, non ho tagliato i capelli. Perché? Dopotutto, chi resiste alla tentazione di cambiare il proprio aspetto, anche in modo estremo? Nonostante io abbia preso negli ultimi mesi decisioni importanti, mi è mancato il coraggio per rivoluzionare il look. Lo ammetto, sono proprio una codarda. Fortunatamente, non tutte sono come me. Quando una donna si taglia i capelli, compie un gesto significativo: quasi, direi, catartico. Mi viene in mente la leggenda della regina d’Egitto, Berenice, la quale fece voto di tagliarsi i capelli in segno di gratitudine verso gli dei se il marito fosse ritornato dalla guerra. Tolomeo tornò vittorioso lo stesso giorno e Berenice mantenne il suo voto sacrificando la sua lunga chioma. A quanto pare, qualcosa di simile accade ancora oggi. Alle moderne “Berenici”, per esempio, che si tagliano i capelli per amore: come istintiva reazione ad una storia finita o ad una nuova che sta iniziando. Quel che conta, tuttavia, è mostrare al mondo un segno evidente che non si è più le stesse: protagoniste di una trasformazione netta e repentina. Tagliare i capelli equivale a separarsi da un passato che non appartiene più. Essi sono, dunque, il primo ornamento: una parte del nostro corpo che consideriamo immutabile ma che, al contrario, non lo è. Possiamo modificare questo vestiario naturale nel modo che più ci aggrada. Per questo, un cambiamento nel taglio dei capelli è la spia di un cambiamento in corso interiore e più profondo.

capelli_tagliati1

Vi starete chiedendo il motivo di una tale premessa. Semplice. Si ragiona, si teorizza, si diagnostica ma mai che si riesca a descrivere quelle novità che viviamo quotidianamente: eppure, in questo racconto, c’è materiale a sufficienza per confutare ciò che ho appena affermato. A pochi mesi dal successo di Al di qua del paradiso, un giovane Francis Scott Fitzgerald pubblica una raccolta di racconti dal titolo Maschiette e filosofi. Una vera operazione commerciale, a quanto pare, per continuare a cavalcare l’onda del successo. Con Berenice, ci inoltriamo nell’universo delle maschiette al quale la protagonista non appartiene mentre la cugina, Marjorie, ne è l’indiscussa regina. Quest’ultima, proverà a guidare la giovane sulla strada del successo con i ragazzi. Ne consegue un taglio di capelli, scelta drastica, che comporterà non pochi problemi. Emerge una Berenice nuova, consapevole ma, in fondo, sola: insieme alla bella chioma, va via l’innocenza e lo spettacolo di cui, ormai, è parte la fa apparire un po’ folle ed inquietante come la schizofrenica Nicole in Tenera è la notte. Il volume, Maschiette e filosofi, costituisce un insieme di racconti degni di essere letti. Capaci di trasportarci in quegli anni ruggenti in cui il jazz la faceva da padrone. Ci troviamo di fronte ragazze sfrontate e giovani uomini disposti a rischiare il tutto per tutto. Siamo in un periodo di grandi mutamenti generazionali, di una rivolta silenziosa che segna una separazione decisiva tra i giovani degli anni ’20 ed i loro genitori. Una scrittura grandiosa, quella di Fitzgerald, pronta a mettere in risalto le scene più rappresentative di un’epoca che sorprende e ammalia per vivacità, spensieratezza e leggerezza rivoluzionarie.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...