Diario di un seduttore

cropped-kierkegaard1

C’è una sorta di pregiudizio contro la soggettività perché si pensa che limiti la visione. Ma questo non è più vero dell’affermazione che l’oggettività porti ad una forma più ampia della vita. Niente porta ad una forma più ampia della vita se non la capacità di spingersi a fondo sia all’interno che all’esterno. Ciò che conta non è la soggettività o l’oggettività quanto la mobilità, la prontezza, l’interrelazione tra questi elementi e la loro presenza all’interno di tutti i rapporti. Un uomo che vive, ad esempio, senza rapportarsi ad un altro essere umano muore. Ma muore anche un uomo che vive senza rapportarsi a se stesso. C’è una nuova dimensione nel mio carattere in continua evoluzione ed io sto cercando di afferrarla per comprenderla. I libri mi sono di aiuto. Lavoro grazie a lampi di intuizione, un susseguirsi di illuminazioni. Da un momento ben determinato, emergono molte più cose che da un’enorme costruzione di dettagli. Muoversi avanti e indietro nel tempo, mi dico, perché il passato interferisce e spesso riesce a sopraffare il presente. Con l’autore per cui filosofia ed esistenza sono sempre stati una cosa sola, io avevo un conto in sospeso dai banchi di scuola. In Sören Kierkegaard i temi degli scritti si inscrivono direttamente, attraverso la meditazione, sul terreno di una biografia per certi versi semplice ma sostanzialmente intensa. La sua vita si snoda per intero nel rapporto fortemente soggettivo e personale con tre nodi esistenziali: il rapporto con il padre, il rapporto con la giovane Regina Ölsen, la fidanzata diciottenne che lasciò dopo un anno ed il rapporto con il vescovo di Seelandia, Mynster, suo educatore. Considerato il padre dell’esistenzialismo, Kierkegaard rappresenta il modo più vivo di dare forma concreta e tormentata al rapporto dell’individuo, nella sua singolarità, con l’orizzonte assoluto del valore dell’esistenza. Potrei andare avanti perché il discorso è complesso e di ricerche ne ho fatte tante. Ma è su “Diario di un seduttore” che vorrei soffermarmi, parte dell’opera filosofica “Aut Aut” pubblicata nel 1843.

diarioJohannes è un giovane seduttore senza scrupoli. La sua vita ha un unico scopo: sedurre ragazze e poi, abbandonarle. Cordelia, la protagonista, ha diciassette anni ed è molto ingenua. Si presta perfettamente al ruolo di vittima per Johannes che le rovinerà l’esistenza. Eppure, il fulcro del libro è la seduzione. Un tipo di seduzione che, se sottovalutata, può rivelarsi pericolosa: quella intellettuale. Johannes è un abile calcolatore che trova nella conquista una soddisfazione che si dispiega nell’attimo. Mette in atto una tattica finemente elaborata piena di inganni e di pressioni psicologiche. Della donna gli importa poco o nulla quanto il cedimento al quale segue la perdita di ogni interesse verso l’oggetto del desiderio ed il conseguente abbandono. La storia, forse in sé banale, acquista un interesse particolare proprio per la personalità complessa e sofisticata del seduttore. Mentre il Don Giovanni mozartiano è sempre attivo e a caccia di qualche giovinetta, il romantico protagonista del Diario è una natura contemplativa e alla ricerca di esperimenti psicologici. In bilico tra carne e spirito, riflessione e vita, intreccia poesia e realtà. Quest’ultima viene inseguita e bramata ma, al tempo stesso, superata e vissuta attraverso i filtri del ricordo, dell’immaginazione. Egli soffre una exacerbatio celebri per la quale la realtà non contiene abbastanza eccitamenti o li contiene solo per istanti. Non appena la realtà non è più stimolo, l’esteta si affloscia o disarma. Al seduttore, in questo caso, importa godere esteticamente l’arrendevolezza della donna. E’ l’oggetto di una strategia erotica studiata e prevista nei minimi particolari. L’arte consiste nell’incantarla con le parole portandola ad un turbamento tale in cui smarrisce il proprio equilibrio ed è pronta al sacrificio. L’amante gode dell’incanto che nasce da questa passione ma non si lascia mai andare tenendo in serbo la sottile arma dell’ironia. Giocare e speculare sulla passione della donna variando la propria tattica ed alternando a slanci impetuosi inspiegabili freddezze rivela un egoismo raffinato che trae per sé il massimo piacere con il minimo sacrificio. Il seduttore mette in campo uno strumento letale che nega la stessa essenza femminile: gli sconvolgimenti interiori di un’anima confusa e piegata. Johannes è l’ideale precursore di molti personaggi maschili della letteratura ma anche di tanti uomini che si possono incontrare nella quotidianità capaci di godere soltanto i due poli estremi di un rapporto: l’incontro e l’allontanamento. Uomini incapaci di amare in modo autentico, convinti che il modo giusto per relazionarsi con l’altro sesso sia passare dall’attrazione alla repulsione, dall’odio al suo opposto senza considerare le conseguenze che un simile approccio comporta. Spunti perfetti su cui riflettere e da cui imparare, senza dubbio, con quel pizzico di umiltà che non fa mai male.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...