La Piccola ombra

la piccolaÈ innegabile, certe cose fanno proprio arrabbiare. Forse, un giorno, ringrazieremo tutto questo dolore ma, per il momento, bisogna utilizzarlo al meglio. Soprattutto, se l’attacco è arrivato dritto al cuore. La Piccola ombra mi è caduto tra le mani mentre cercavo, in un negozio dell’usato, un libro che raffreddasse quei pensieri cruenti che da qualche tempo surriscaldavano le mie notti estive. Esso si è insinuato prepotente nella mente sfidando la stanchezza accumulata. Aprendolo, ho compreso quanto fosse adatto al particolare momento che stavo attraversando ed è andato via tutto d’un fiato, come può accadere solo con le cose buone che la vita ti offre. Il filo conduttore di questi sette racconti di Banana Yoshimoto è il tradimento: le protagoniste, giovani donne tra i venti e i trent’anni, si trovano nelle calde terre del Sud America dense di una straordinaria energia vitale che colpisce la loro sensibilità ed è attraverso il viaggio che esse compiono in queste terre (Paraguay, Argentina, Brasile) che esaminano il passato, elaborando il tradimento vissuto (direttamente o indirettamente) per, poi, reinterpretarlo in una chiave diversa e nuova.

banana

Banana Yoshimoto

La riflessione letteraria della scrittrice giapponese su di un tema così delicato si concretizza in brevi storie in cui, più che la trama in sé, è lo sviluppo dei personaggi ad avere importanza, il loro modo di accostarsi ed affrontare la realtà con i suoi molteplici aspetti. Così, il tradimento risulta un’esperienza integrante dell’esistenza ed un’inevitabile passaggio da attraversare. Una raccolta scritta con uno stile semplice e diretto in grado di scavare nei meandri più nascosti dell’animo umano. Centrale è, difatti, l’evoluzione emotiva della singola protagonista che al lettore non può sfuggire: “…fui contenta di non avere frainteso quel momento. Un istante rarissimo in cui un essere umano aveva messo a nudo il buio che portava nel profondo del cuore. E’ facile distogliere lo sguardo, ma, più in profondità, si nasconde qualcosa di grazioso come un neonato. Lì risplende la triste luce di cui mi nutro io.” Alla fine, mi dico, la migliore vendetta è essere felici.

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